La luce tremolava nel buio della notte, illuminando a scatti il viso pallido della donna seduta alla fermata dell’autobus. Smarrita nei suoi pensieri, non notò i due giovani stranieri passare innanzi a lei scherzando ancora ubriachi dalla visita nel pub, occhiandola tra la nebbia dell’alcol. La notte era serena, calma, priva di nuvola e fredda. Il gelo raggiunse le ossa della donna, che però non rabbrividì, abituata all’agghiacciante sensazione di disperazione ormai vivente nel suo corpo. Come und pianta rampicante, cresceva quella nera radice invadendo il sangue e le vene, per poi passare ai polmoni, privandola del controllo dell’ossigeno tanto desiderato. Eppure, dopo tutto questo tempo, vi era una parte nascosta in profondità che continuava a sperare; una parte che cercava ancora di combattere la pianta velenosa che ormai controllava ogni suo movimento.
